Un numero elevato di follower può sembrare un vero e proprio patrimonio personale. I creator impiegano anni per costruire il proprio pubblico, le aziende investono nella gestione delle community e i singoli utenti accumulano relazioni che diventano parte della loro identità pubblica. Tuttavia, il numero mostrato accanto a un profilo non significa necessariamente che il titolare dell’account controlli davvero tali connessioni. Nella maggior parte dei social network, i follower esistono come relazioni registrate e gestite dal servizio in cui l’account è stato creato. Se cambiano le condizioni di accesso, le regole o il servizio cessa di esistere, trasferire lo stesso pubblico altrove può risultare difficile o impossibile. Threads, Bluesky e i social network decentralizzati hanno reso questa questione molto più evidente nel 2026. Rappresentano approcci diversi all’identità, all’interoperabilità e alla migrazione degli account. La domanda importante, quindi, non è semplicemente chi memorizza tecnicamente l’elenco dei follower, ma quanto controllo pratico abbia una persona sul proprio nome, sui contenuti, sulle relazioni e sulla possibilità di spostarsi senza dover ricostruire il pubblico da zero.
I follower non sono una proprietà nel senso tradizionale del termine. Ogni follower è un’altra persona che ha scelto di creare una connessione con un account e, normalmente, può revocare tale scelta in qualsiasi momento. Ciò che gli utenti possono ragionevolmente controllare è l’account attraverso il quale queste relazioni vengono organizzate. In un social network tradizionale, il servizio gestisce il database degli account, stabilisce come vengono identificati i profili e decide quali azioni sono disponibili. Un creator può quindi avere centinaia di migliaia di follower, pur mantenendo un controllo limitato sull’infrastruttura che rende utilizzabili tali connessioni.
Questa distinzione diventa importante quando un account viene sospeso, eliminato o trasferito. Avere accesso a un elenco di nomi utente non equivale a poter portare una community attiva su un altro servizio. Un archivio scaricabile può conservare informazioni, ma potrebbe non ricreare automaticamente le relazioni di follow altrove. La vera portabilità va oltre: il nuovo account deve disporre di un’identità riconosciuta, di dati compatibili e di un meccanismo che permetta alle connessioni esistenti di continuare. Per questo motivo, l’esportazione dei dati e la portabilità del pubblico non dovrebbero essere considerate la stessa cosa.
L’identità digitale è più ampia di un semplice nome utente. Comprende il nome pubblico con cui una persona viene riconosciuta, la cronologia associata all’account, i post, la reputazione, le relazioni con i follower e, in alcuni casi, la verifica tramite un dominio web. Il livello di controllo su tutti questi elementi varia notevolmente da un social network all’altro. La forma più solida di controllo disponibile per l’utente nel 2026 non consiste quindi nella proprietà letterale dei follower, ma nella possibilità di mantenere un’identità riconoscibile, conservare dati utili dell’account e cambiare fornitore di servizi senza perdere inutilmente le relazioni già costruite.
Threads mostra come un grande social network gestito centralmente possa diventare più aperto senza rinunciare alla propria struttura principale degli account. Meta ha comunicato nel giugno 2026 che Threads aveva raggiunto 500 milioni di utenti attivi mensili. Questa dimensione offre a creator e organizzazioni l’accesso a un pubblico potenzialmente molto ampio, ma l’account principale di Threads, la sua disponibilità e gran parte della distribuzione dei contenuti restano sotto la gestione di Meta. Di conseguenza, il funzionamento dei feed, le decisioni di moderazione, le funzionalità degli account e le condizioni di accesso possono influire sulla facilità con cui un account raggiunge le persone che lo seguono.
Allo stesso tempo, Threads ha compiuto passi importanti verso il fediverso attraverso ActivityPub, uno standard aperto che consente a servizi social compatibili di scambiare post e interazioni. Gli utenti che attivano le relative funzionalità del fediverso possono interagire con persone al di fuori di Threads, mentre gli utenti di servizi compatibili possono seguire gli account Threads idonei. Meta ha inoltre introdotto la ricerca diretta dei profili del fediverso e un feed dedicato ai post provenienti da account federati. Ciò significa che una parte del pubblico di Threads non deve più necessariamente esistere soltanto all’interno dello stesso servizio.
L’interoperabilità, tuttavia, non deve essere confusa con una portabilità completa dell’account. Il fatto che un utente Mastodon possa seguire un profilo Threads non significa automaticamente che il titolare di quel profilo possa trasferire l’intero account, la cronologia dei contenuti e tutte le relazioni con i follower su un altro servizio quando lo desidera. Meta ha descritto la piena interoperabilità come un obiettivo ancora in evoluzione, mentre gli aggiornamenti pubblicati sul fediverso si sono concentrati soprattutto sulla possibilità di seguire, visualizzare e interagire tra servizi diversi. In termini pratici, Threads offre oggi un confine di comunicazione più ampio rispetto a un social network completamente chiuso, ma il controllo sull’account principale rimane strettamente legato a Meta.
Bluesky affronta il problema da una prospettiva diversa. È basato sull’AT Protocol, progettato affinché identità, follow e dati dell’account non rimangano permanentemente legati a una sola applicazione sociale. Il protocollo separa l’identità di una persona dal servizio specifico utilizzato per mostrare i post. Per gli utenti comuni gran parte di questo processo avviene senza essere visibile, ma l’effetto è importante: l’account può disporre di un’identità tecnica persistente che le applicazioni sono in grado di riconoscere anche quando cambiano alcuni dettagli visibili del profilo o le modalità di hosting.
Gli utenti Bluesky vedono normalmente un handle familiare, ma al di sotto di esso l’AT Protocol utilizza anche un identificatore persistente. Gli handle possono essere collegati a nomi di dominio internet, permettendo a una persona o a un’organizzazione di utilizzare un dominio sotto il proprio controllo come parte dell’identità sociale. Una testata, per esempio, può usare il proprio dominio invece di dipendere interamente da un nome assegnato da una singola azienda. Questo non rende l’account immune da ogni problema, ma riduce la dipendenza da un sistema di denominazione controllato da una sola società e rende più semplice verificare l’identità tra applicazioni compatibili.
Anche il modello dei dati dell’account è stato progettato tenendo conto della possibilità di trasferimento. Post, follow, like e altri dati vengono conservati nel repository dell’utente, mentre i server di dati personali ospitano e distribuiscono tali informazioni. Bluesky ha supportato la migrazione tra host compatibili e, nel settembre 2025, ha anche permesso agli utenti idonei che avevano lasciato il servizio di hosting di Bluesky di migrare nuovamente verso di esso. Nel marzo 2026 Bluesky ha dichiarato di aver superato i 40 milioni di utenti, segno che la portabilità degli account non era più soltanto un’idea sperimentata da una piccola rete.
La portabilità non rende completamente privo di rischi il cambiamento dell’host di un account. La stessa Bluesky ha avvertito che la migrazione può essere un’operazione potenzialmente distruttiva se qualcosa va storto. Gli utenti dipendono comunque dal corretto funzionamento del software, dal riconoscimento delle informazioni dell’account da parte dei servizi compatibili e dalla sicurezza delle proprie credenziali. Un’architettura più portabile riduce la dipendenza da un singolo fornitore, ma non può eliminare rischi comuni come la compromissione dell’account, la perdita delle credenziali di accesso o una gestione inadeguata del dominio utilizzato come handle.
Spostare un’identità non garantisce neppure un’esperienza identica dopo la migrazione. Feed social, sistemi di raccomandazione, servizi di moderazione e funzionalità dell’interfaccia possono essere forniti separatamente rispetto ai dati di base dell’account. Una persona può quindi mantenere la propria identità e il proprio social graph, ma ricevere raccomandazioni differenti o incontrare criteri di moderazione diversi in un’altra applicazione. Questa separazione è intenzionale: permette a più servizi di funzionare sulla stessa rete sociale sottostante senza obbligarli a mostrare le informazioni nello stesso modo.
Esiste inoltre un compromesso che può facilmente passare inosservato. Portabilità non significa privacy. L’AT Protocol di Bluesky è stato progettato principalmente per la comunicazione sociale pubblica e molte delle informazioni associate alle interazioni pubbliche possono essere disponibili in tutta la rete. Follow, post pubblici e altri dati sociali devono poter essere letti dai servizi compatibili se questi devono ricostruire relazioni e conversazioni. Gli utenti ottengono una maggiore libertà nel trasferire la propria identità, ma tale libertà non deve essere interpretata come una garanzia che l’attività sociale sia privata o conservata in un’unica posizione.

La decentralizzazione modifica chi può gestire l’infrastruttura alla base della comunicazione sociale. ActivityPub, lo standard utilizzato da Mastodon e supportato da Threads per la comunicazione con il fediverso, permette a server indipendenti di scambiare informazioni sociali. Una community Mastodon può quindi essere gestita da un’azienda, un’organizzazione, un’università, un amministratore indipendente o un altro gruppo, continuando comunque a comunicare con account presenti su altri server compatibili. Non esiste una singola organizzazione proprietaria dell’intero fediverso o in grado di controllare tutti gli account che ne fanno parte.
Questa struttura non significa però che non esista alcuna forma di autorità. Ogni server ha un operatore, un’infrastruttura tecnica e proprie regole di moderazione. Gli amministratori possono decidere quali account accettare, quali comportamenti consentire e con quali altri server la propria community può comunicare. Gli utenti dipendono meno da una singola azienda globale, ma possono comunque dipendere in modo significativo dal gestore del server che ospita il loro account. La decentralizzazione redistribuisce il controllo, non lo elimina.
Mastodon offre un esempio utile sia dei vantaggi sia dei limiti di questo modello. Il suo sistema di migrazione degli account può reindirizzare un vecchio profilo verso uno nuovo e richiedere automaticamente che i follower passino al nuovo account quando il software ricevente supporta il relativo meccanismo ActivityPub. Tuttavia, i post storici non vengono trasferiti automaticamente insieme al profilo. Anche gli elenchi degli account seguiti, dei blocchi e degli account silenziati possono dover essere esportati e importati separatamente. Un utente può quindi portare con sé una parte importante del proprio social graph, lasciando comunque indietro una parte della cronologia dell’account.
Per creator, aziende e personaggi pubblici, l’approccio più affidabile consiste nell’evitare che un singolo account social diventi l’unico punto di contatto con il pubblico. Un dominio web personale o aziendale offre un riferimento stabile che può rimanere invariato anche quando cambiano i singoli servizi social. Una mailing list costruita con un consenso adeguato può offrire un ulteriore canale di comunicazione diretto. Gli account social possono quindi funzionare come canali di distribuzione attorno a un’identità più duratura, invece di diventare l’unico luogo in cui esiste il rapporto tra un autore e i suoi lettori.
Gli utenti dei sistemi decentralizzati più recenti possono inoltre sfruttare concretamente le funzionalità di portabilità già disponibili. Un utente Bluesky può valutare l’utilizzo di un handle basato su un dominio e dovrebbe mantenere aggiornate le informazioni per il recupero dell’account. Gli utenti Mastodon possono conservare esportazioni degli elenchi utili dell’account e comprendere la procedura di migrazione prima di averne realmente bisogno. Gli utenti Threads che hanno accesso alla condivisione con il fediverso possono utilizzarla per rendere i propri post pubblici e la propria identità visibili anche al di fuori di Threads. Le esportazioni periodiche dei dati rimangono utili in tutti i casi, anche se un’esportazione dovrebbe essere considerata un backup e non una prova del fatto che ogni connessione sociale possa essere ricostruita altrove.
Nel 2026, il social networking non è più diviso nettamente tra servizi chiusi e alternative completamente decentralizzate. Threads combina un sistema di account gestito centralmente con una crescente interoperabilità con il fediverso. Bluesky attribuisce all’identità e ai dati sociali un ruolo più portabile attraverso l’AT Protocol. Mastodon dimostra che la migrazione dei follower tra server indipendenti può funzionare, evidenziando allo stesso tempo i limiti del trasferimento dei contenuti storici. Nessuno di questi approcci concede a un utente la proprietà di altre persone. La forma di controllo realmente significativa consiste nella possibilità di preservare un’identità riconoscibile, conservare dati utili, mantenere più canali di contatto con il proprio pubblico e lasciare un servizio senza perdere automaticamente tutte le relazioni costruite nel tempo.